Juventus – Sporting Lisbona 2-1 highlights + pagelle

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Juventus – Sporting Lisbona 2-1 highlights + pagelle

JUVENTUS – SPORTING LISBONA 2-1



PAGELLE

JUVENTUS

BUFFON 6.5: prova a salvare Alex Sandro ipnotizzando in uscita Gelson Martins, sul rimpallo non può far nulla se non invocare il cielo…

STURARO 5.5: prove tecniche di trasmissione, tutto sommato senza infamia e senza lode rimediando con generosità e applicazione a quegli errori che restano una costante (84′ DOUGLAS COSTA 7: al primo pallone, la decide lui almeno quanto Mandzukic).

BENATIA 5: da una sua uscita in ritardo si innesca la serie di episodi che a cascata portano lo Sporting in vantaggio, errore poi ripetuto ben prima che fosse costretto al forfait. A turno Allegri premia lui e Barzagli, dati i risultati aumenta il mistero sulla non fiducia a Rugani (46′ BARZAGLI 6: contro gli ‘Immobile’ ormai soffre, contro i ‘Dost’ basta e avanza).

CHIELLINI 6.5: si batte e si sbatte, dietro è un leone che prova a rattoppare qua e là. Ma è uno, ne servirebbero almeno due.

ALEX SANDRO 5: certamente non fortunato in occasione della goffa autorete, ma il buco con cui spalanca la via della porta a Gelson Martins è errore gravissimo.

KHEDIRA 5.5: si inserisce e prova a tenere compatti i reparti apparendo però ancora lontano dalla versione del miglior Khedira ammirata in passato. Gioca un’ora, dura molto meno (62′ MATUIDI 6: corre, corre, corre. In una Juve ferma come quella del secondo tempo, tutto questo serviva eccome)

PJANIC 6.5: la Juve non può farne a meno, per rabbia e furore agonistico quasi oltre che per le geometrie e il ritmo che impartisce alla palla. Sentenza da palla inattiva, in netta difficoltà nella ripresa.

CUADRADO 5.5: aiuta Sturaro restando a volte fin troppo basso, prova a farsi vedere anche in area sbagliando troppo spesso la scelta della giocata. Chiude terzino, è il quinto della stagione.

DYBALA 5.5: prova a prendersi la squadra sulle spalle facendo però molta più fatica di un mese fa, quando le stesse giocate gli riuscivano senza doverci nemmeno provare.

MANDZUKIC 6.5: Allegri a lui non rinuncia mai, lui vuole giocare sempre. Solo che sembra non averne quanto vorrebbe. Quando ci si trova ad annotare un suo traversone per la testa di Pjanic rimane sempre un certo qual senso di rovescio. Assente non giustificato fino al minuto 84, momento in cui risistema il verso nel senso giusto: mettendola in gol di testa su un cross ricevuto a centro area…Ed è il quarto gol consecutivo in Champions, record personale.

HIGUAIN 6: è ancora lento, è ancora prevedibile. Però lotta, si sacrifica, gioca per gli altri, in attacco è forse il meno peggio. In ogni caso per uno come lui non può certamente bastare.

All. ALLEGRI 5.5: se Benatia e Barzagli sono quelli delle ultime partite, l’esclusione continua di Rugani quando conta è qualcosa di difficile da spiegare. Juve anche sfortunata, ma Juve sempre distante da quello che ci si attende guardando a nomi e numeri. Con la giocata di Douglas Costa al primo pallone toccato si riprende tutta la fortuna venuta meno nelle ultime partite.

SPORTING LISBONA

RUI PATRICIO 6.5: il suo stile non sarà da manuale del portiere perfetto, è però efficace.

PICCINI 6: non c’è bisogno di strafare per uscire a testa alta dallo Stadium.

COATES 6: non va mai per il sottile, sa come farsi sentire da Higuain

MATHIEU 6.5: qualche mese fa fu il capro espiatorio nel crollo del Barcellona a Torino, questa volta fa valere i suoi centimetri

COENTRAO 6: non al meglio, usa tutta la sua esperienza per limitare Cuadrado (77′ SILVA ng).

WILLIAM CARVALHO 6.5: a più riprese torna d’attualità nel mercato di casa Juve, piace più ad Allegri che a Paratici. Non sarà un fulmine ma davanti alla difesa quando serve la mazza chiodata invece del fioretto ha pochi eguali in Europa.

BATTAGLIA 6.5: seguire ora Pjanic, ora Dybala, non è semplice. Portato a spasso, all’inizio si arrangia e nel secondo tempo vince lui, nonostante la beffa finale (86′ DOUMBIA ng).

GELSON MARTINS 6: spina nel fianco di Alex Sandro, non sempre preciso o lucido ma costantemente fastidioso (76′ JOAO PALHINHA ng).

BRUNO FERNANDES 5.5: il faro dello Sporting di oggi è lui, si accende a intermittenza lasciando però troppo spazio a Douglas Costa in occasione del gol di Mandzukic.

ACUNA 6: forse più preoccupato di aiutare Coentrao che non di impensierire Sturaro, quando prende fiducia mette in mostra un repertorio tecnico ed un piede mancino di alta qualità.

DOST 5: non è la sua miglior serata.

All. JORGE JESUS 6: il vero spauracchio era lui, lo Sporting torna a casa sconfitto ma con la consapevolezza di poter dire la sua in ottica qualificazione.

TABELLINO

JUVENTUS-SPORTING 2-1
Primo tempo 1-1
MARCATORI: 12’ (aut.) Alex Sandro, 29’ p.t. Pjanic; 39’ st Mandzukic. JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Sturaro (dal 38’ st Douglas Costa), Benatia (dal 1’st Barzagli), Chiellini, Alex Sandro; Khedira (dal 17’ st Matuidi), Pjanic; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain. (Szczesny, Bentancur, Asamoah, Bernardeschi)
SPORTING (4-2-3-1): Rui Patricio; Piccini, Coates, Mathieu, Fabio Coentrao (dal 32’ st Silva); William Carvalho, Battaglia (dal 42’ st Doumbia); Gelson Martins (dal 31’ st Palhinha), Bruno Fernandes, Acuna; Dost. (Salin, Pinti, Bruno Cesar, Podence). All. Jorge Jesus
ARBITRO: Oliver (Ing)
NOTE: spettatori 36.288, incasso di 2.028.825 euro. Ammoniti Coates (S), Bruno Fernandes (S), Chiellini. Recupero 1’pt, 3’ st.

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Juventus – Lazio 1-2 highlights + pagelle + tabellino

JUVENTUS – LAZIO 1-2

JUVENTUS

BUFFON 5.5: Immobile lo fulmina, messo in crisi dalla sua retroguardia. Se Dybala avesse pareggiato, il merito sarebbe stato anche del suo piedone su Caicedo.

LICHTSTEINER 5.5: benino nel primo tempo, poi si perde nell’avvio di ripresa come il resto della Juve (72′ STURARO 6: di certo non era lui che poteva cambiare la partita).

BARZAGLI 4: praticamente rimane negli spogliatoi al 45′, la Lazio affonda come un coltello caldo nel burro dalla sua parte.

CHIELLINI 5: un paio di interventi decisivi, ma partecipa all’horror show al fianco di Barzagli

ASAMOAH 6: una delle poche note positive della serata, partecipa al gioco con continuità e crea superiorità numerica

KHEDIRA 5.5: finché ne ha, è un fattore. Quando non ne ha più, vaga senza meta (65′ DYBALA 4.5: di rientro da quelle che Allegri ha definito due settimane di vacanze si accomoda in panchina, quando entra non riesce ad accendere una Juve senz’anima. Il palo gli nega il gol che avrebbe salvato almeno l’imbattibilità interna, dal dischetto getta al vento un altro punto dopo i due di Bergamo).

BENTANCUR 5.5: ormai ha conquistato Allegri che gli lascia le chiavi del centrocampo anche con un solo allenamento alle spalle, ordinato nel primo tempo e senza idee come tutta la Juve nella ripresa.

MATUIDI 6: sfida sui chilometri con Parolo, suona la carica predicando un po’ nel deserto.

DOUGLAS COSTA 5.5: fa gol. Lo si nota solo per quello. Anche nel 4-3-3, ancora fuori dal gioco (54′ BERNARDESCHI 6: più pimpante del brasiliano, si guadagna il rigore che alimenta i rimpianti in casa Juve)

HIGUAIN 4: pressa, ci prova e ci riprova. Ma doveva prendere per mano lui la squadra e non lo ha fatto, sprecando anche un’occasione clamorosa subito dopo il gol del pareggio di Immobile per poi fallire sempre il tempo quando potrebbe far male.

MANDZUKIC 5: forse era il caso di farlo rifiatare dopo le fatiche con la Croazia, lento e impacciato, nemmeno cattivo.

All. ALLEGRI 4: Inzaghi lo mette nel sacco per la seconda volta in due mesi. Prepara una Juve che dura 45 minuti appena, lenta e prevedibile quando c’è da sfondare, che soprattutto balla in difesa in maniera sempre più preoccupante.

LAZIO

STRAKOSHA 7.5: la traversa gli evita la figuraccia quando Higuain gli scatta la fotografia, stilisticamente non impeccabile ma sa essere decisivo. E per parare un rigore come questo servono quantomeno nervi saldi

BASTOS 6: è lui a tenere in gioco Douglas Costa in occasione del gol, neo che pesa in una prova positiva.

DE VRIJ 6.5: fa fatica a far ripartire la manovra sotto il pressing bianconero, graziato da Higuain quando gli spalanca la via verso Strakosha. Ma comanda la difesa con personalità crescendo col passare dei minuti, è lui forse quello che manca alla Juve

RADU 6: di esperienza si arrangia su Douglas Costa quando viene puntato.

MARUSIC 6: tra Asamoah e Mandzukic tiene testa con personalità e spirito di sacrificio.

PAROLO 6.5: si muove tanto, non è la generosità a fargli difetto

LUCAS LEIVA 6.5: si aspettava forse di dover seguire passo passo Dybala, sa in ogni caso cosa bisogna fare davanti alla difesa

MILINKOVIC SAVIC 7.5: impressiona per strapotenza ed eleganza.

LULIC 6: meno cattivo e brillante del solito, ma bada al sodo ed è quello che serve (84′ PATRIC 5: che follia un intervento del genere con i tre punti ormai in tasca, salvato da Strakosha)

LUIS ALBERTO 7: nella Lazio sta sbocciando un regista d’attacco di quelli veri (72′ NANI ng)

IMMOBILE 8: quando gli prendono i cinque minuti è devastante. E contro la Juve si scatena, un errore non acquistarlo per 11 milioni un anno fa, pure da ctp (76′ CAICEDO 5: ha la colpa di fallire il contropiede del ko).

All. INZAGHI 7.5: ormai ci ha preso gusto. Il trappolone gli riesce ancora una volta, la Lazio soffre se c’è da soffrire e punisce quando c’è da punire. Ha per le mani un gran bel giocattolo.

TABELLINO

JUVENTUS-LAZIO 1-2 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: 23′ pt Douglas Costa (J), 2′ e 9′ st Immobile (L).
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner (28′ st Sturaro), Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira (20′ st Dybala), Bentancur, Matuidi; Douglas Costa (9′ st Bernardeschi), Higuain, Mandzukic. (Szczesny, Pinsoglio, Benatia, Rugani, Alex Sandro, Cuadrado). All. Allegri.
LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (39′ st Patric); Luis Alberto (27′ st Nani); Immobile (31′ st Caicedo). (Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Mauricio, Murgia, Di Gennaro, Jordao). All. Inzaghi
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.
NOTE: Cielo sereno, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Buffon, Sturaro, Patric. Angoli: 4-2 per la Juventus. Al 95′ Strakosha respinge un rigore calciato da Dybala. Recupero 0′ pt; 5′ st

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SERIE A

Le maglie della serie A 2017-2018

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JUVENTUS

MAGLIA JUVENTUS

Adidas continua a creare linee eccellenti per i club italiani. La prima maglia a righe standard e col colletto alla “coreana” colpisce subito per il suo fascino. Cade in quella away, semplice, anche troppo, per la terza, un nuovo abbinamento di colori che trova spazio favorevole assimilato alla banda bianca e nera con i loghi ben visibili.

Voto: 4/5

JUVE

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JUVENTUS FUORIGIOCO

ROMA

MAGLIA ROMA

Continuano a sfornare sempre ottime maglie per la Roma. La Nike, offre al popolo giallorosso divise eleganti e raffinate. Nonostante un calo di qualità rispetto ai due anni precedenti, rimangono soddisfacenti e creano grinta assemblata alla tecnica. La prima maglia, classica, non ci si stanca. La seconda, bianca, e la terza, nera, ci sembrano troppo ritoccate e vanno ad appesantire la visione.

Voto: 4/5

MAGLIE ROMA

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MAGLIE ROMA
NAPOLI

MAGLIE NAPOLI

Per il Napoli, quest’anno, si riprende la classica versione attillata delle maglie Kappa. Poca fantasia o rimanere nel classico? Per la seconda e terza maglia, nessun cambiamento se non quello del colore. Un giallo troppo vivo, ma con una linea pulita e sobria.

Voto: 4/5

NAPOLI

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MAGLIETTE NAPOLI BARRA

MILAN

MAGLIE MILAN

Per il Milan, l’adidas crea 2/3 di belle maglie. La prima elegante, con strisce uguali e non troppo fini piace, quella bianca è la classica che non stanca mai. Per l’europa (terza maglia) hanno risvegliato stimoli da lasciare in letargo. Disegni senza senso solo a valorizzare lo sponsor tecnico.

Voto: 3/5

MAGLIE

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MILAN MAGLIETTE

INTER

INTER MAGLIE

Al contrario dei cugini milanisti, la maglia home appare poco lineare e mal creata, dalle linee non regolari. Quella away e third sono classiche ma sempre ben accettate. Finalmente una terza maglia senza rincorrere a colori sgargianti o grafiche da globetrotter.

Voto: 3/5

MAGLIE INTER

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MAGLIE INTER

LAZIO

MAGLIE LAZIO

La Macron, con la Lazio, ha creato tre stupende magliette. In compagnia dello storico sponsor troviamo 2 magliette storiche, la prima degli anni 80 la seconda della champions league 99/00 anno indimenticabile per la compagine romana. La terza è un colore a tinta unita che non stanca e che, senza grafiche e troppi loghi, rimane elegante e accattivante.

Voto: 5/5

LAZIO

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BARRA MAGLIETTE LAZIO

FIORENTINA

 fiorentina maglie

Le coq Spotif offre sempre linee sobri ed eleganti. Cambiano i colori ma non la forma, stesso colletto, stesse rifiniture e i gigli sulle maniche.

Voto: 4/5

fiorentina

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MAGLIETTE FIORENTINA

TORINO

 TORINO MAGLIE

Anche quest’anno Kappa offre al Torino Maglie altamente prestigiose, terza a parte dal colore molto alternativo.

Oltre al colletto ricercato, il logo del club alla base delle tre maglie, è una costante dell’ottimo lavoro dei designer.

Voto: 5/5

TORINO MAGLIETTE

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TORINO MAGLIETTE

ATALANTA

ATALANTA MAGLIE

La Joma si supera creando queste stupende magliette. La prima nerazzurra a strisce larghe dona robustezza e aggressività. La seconda bianca col colletto con i colori sociali e il logo della dea che ricorda una medaglia appesa, è più che ben riuscita, dandone una caratteristica eleganza. La terza pone, nonostante i particolari discreti, un colore dubbio.

Voto: 3/5

ATALANTA MAGLIETTE

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Magliette barra Atalanta

SAMPDORIA

SAMPDORIA

Se la maglia della Sampdoria è stata ancora eletta la più bella al mondo ci sarà un motivo. Le strisce orizzontali hanno sempre il loro fascino, i colori blu e bianco per la home e away si intonano a meraviglia. La third ha un colore originale con i colori sociali sui fianchi.

Voto: 5/5

SAMPDORIA MAGLIE

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SAMPDORIA MAGLIETTE

GENOA

GENOA MAGLIE

Maglia riuscita bene per lo Zena che anche quest’anno si affida a Lotto. Molto eleganti e senza troppi disegni, portano dalla semplicità alla grinta passando per colori classici (rossoblu) al bianco e al “grigio” scuro sempre ben accettate dalla critica e negli spalti.

Voto: 4/5

GENOA

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MAGLIETTE GENOA

CHIEVO

CHIEVO MAGLIE

La Givova e il club di Campedelli offrono ogni anno delle magliette davvero speciali. Quest’anno rigorosamente senza troppe grafiche a “perdere” e le linee verticali nella seconda e terza divisa, le rendono piacevoli.

Voto: 4/5

CHIEVO MAGLIE

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CHIEVO MAGLIETTE

VERONA

VERONA MAGLIE

Nel Verona targato Nike, l’eleganza è la parola d’ordine. Magliette semplici, con una fascia sulle spalle che non la appesantisce. Novità e creatività nella terza (marchio di fabbrica in tutte le third dei club) che riprende i colori sociali.

Voto: 3/5

VERONA MAGLIE

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MAGLIETTE VERONA

CAGLIARI

CAGLIARI MAGLIE

Realizzazione riuscita per la prima maglia del Cagliari firmata Macron. La disposizione dei colori ed il colletto la rendono unica. Per la seconda, la barra orizzontale piace sempre, la terza, semplice, non ha grosse pretese.

Voto: 3/5

CAGLIARI MAGLIE

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MAGLIETTE CAGLIARI

UDINESE

UDINESE MAGLIE

Classiche le divise che quest’anno propone la HS per l’Udinese. A righe verticali senza personalizzazioni ricercate per la home come per quella away, gialla con solo il bordo manica nero. Interessante però la third. Due righe nere a sfumare che riprendono una maglia del passato.

Voto: 3/5

UDINESE MAGLIE

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UDINESE MAGLIETTE

SASSUOLO

SASSUOLO MAGLIA

Classicità nelle maglie dl Sassuolo. La Kappa non va oltre i colori sociali per la prima maglia, e per una tinta unita per la terza. Ben riuscita la seconda, che con le maniche in tinta nero e verde, offre un’alternativa valida e piacevole alla vista.

Voto: 3/5

SASSUOLO MAGLIE

BOLOGNA

BOLOGNA MAGLIA

Non cambia di molto la maglia del Bologna. La Macron lascia le forme e la disposizione dei colori per continuare la tradizione emiliana. In attesa delle altre 2 divise la home è ben realizzata.

Voto: 4/5

BENEVENTO

BENEVENTO MAGLIE

Una new entry per la serie A, lo sponsor tecnico Frankie Garage non brilla per idee legate allo sport. Pochi particolari ricercati e sfumature che non ci piacciono fino al colletto che è uguale per tutte e tre le divise.

Voto: 2/5

SPAL

SPAL MAGLIE

La Macron sta prendendo piede in Serie A. la sua “ultima” squadra è la Spal che ha a disposizione kit di magliette ben riuscite. La prima, classica, a linee strette, piace anche per il colletto, la seconda rossa con le strisce verticali dona eleganza e aggressività. La terza, caratterizzata dal castello Estense sulla parte bassa, è una valida alternativa che non stona.

Voto: 3/5

CROTONE

CROTONE MAGLIE

Dopo le realizzazioni più che discrete della Zeus per il Crotone 16/17, ci aspettavamo maglie classiche o con pochi particolari per questa stagione. L’amarezza ha avuto il sopravvento con qualità discutibile. Forma geometriche non piacevoli abbinate a colori non in sintonia. Si salva, per modo di dire, la semplicità di quella bianca.

Voto: 1/5

BRAND

BRAND SERIE A

Nel globale, se dobbiamo dare un voto agli sponsor tecnici, la Macron ha offerto delle divise molto curate e ricercate assieme alla Kappa e alla Joma. Al contrario, Nike e Adidas potevano dare una spinta maggiore per superare la sufficienza e arrivare ad alti livelli come ci avevano abituati.

VOTI PER BRAND:

Kappa 9/10

Joma 9/10

Macron 8/10

Le Coq Sportif 7/10

Nike 7/10

Givova 7/10

Lotto 7/10

Adidas 6/10

HS 5/10

FG 3/10

Zeus 2/10

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Si ringraziano i siti Todo sobre camiseta, Footy headlines, Soccer style 24 per il materiale raccolto.


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QUIZ: Sei un vero tifoso Juventino?

Category : Juventus

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MAGLIA JUVENTUS-logo

Maglia Juventus

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JUVENTUS1juve3 JUVENTUS2

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JERSEY BIANCONERA

Il logo con le linee bianconere crea eleganza e stabilità dell’immagine sul petto.

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Logo importante per i fedelissimi piemontesi che non vogliono avere rivali in città.

Il rettangolo sta a sottolineare uno spazio che delimita il potere, la città, la supremazia.
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Non c’è miglior soddisfazione che far leggere a chi si ha davanti la parola che si porta sul petto.

Senza essere espliciti, si lascia intendere quale team si tifi, mettendo lo stretto necessario, 3 lettere.
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Maglia Juventus 2015-2016

MAGLIA BIANCONERA JUVENTUS 2015-2016

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MAGLIE CALCIO

Quest’anno la Juventus ha scelto Adidas per sponsorizzare la propria maglia.

Abituati alla casa americana Nike, possiamo dire che la versione della casa tedesca non è venuta fuori male.

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Ampio spazio alle tre “stripe” sulle spalle che arrivano fino a metà manica, strisce nera verticali che zigzagano per tutta la lunghezza, colletto a V bianco e assenza del bordo sulla parte finale delle maniche.

Bordo interessante che troviamo alla base della maglietta. Grafica a mattonelle che ricorda la grafica dell’esterno dello Juventus stadium.

In mezzo trova spazio la lettera J che personalizza ancor di più l’articolo bianconero.

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Il logo Adidas bordato di  bianco nasconde quasi lo stemma torinese che si “spegne sulla parte sinistra sopra la striscia nera.

Un peccato per i veri tifosi che ci tengono a valorizzare il proprio logo.

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Sul retro molto spazio al nome e numero su sfondo bianco (numeri rigorosamente neri), le strisce sulle maniche e a fine maglietta non interferiscono molto nel distrurbare la personalizzazione.

Assenza inspiegabile della scritta “Juventus” sul collo.

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PRO E CONTRO

A nostro avviso la maglia è discreta (ne sono passate di molto meglio ma anche di peggio), lo scollo a V è classico delle adidas e non stona, il bordo a fine maglietta con la trama a “mattonelle” è il pezzo forte dell’articolo.

Non ci piace per nulla il colore del colletto, con sotto una t-shirt bianca non si capisce dove inizia o dove finisce la maglia. L’assenza del bordo delle maniche viene colmata dalla banda nera a fondo maglia. Le strisce a zig zag sono orribili, e danno il senso di sfuocato, cosa che la Juve non credo sia. Per finire la mancanza della scritta “Juventus” sul retro, fa finire un’era di abbigliamento con la firma, cosa che chiunque andava fiero di esporre.

VOTO FINALE 3/5

LE NOSTRE MAGLIETTE DELLA JUVENTUS LE PUOI TROVARE QUA JUVENTUS