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Juventus – Sporting Lisbona 2-1 highlights + pagelle

JUVENTUS – SPORTING LISBONA 2-1



PAGELLE

JUVENTUS

BUFFON 6.5: prova a salvare Alex Sandro ipnotizzando in uscita Gelson Martins, sul rimpallo non può far nulla se non invocare il cielo…

STURARO 5.5: prove tecniche di trasmissione, tutto sommato senza infamia e senza lode rimediando con generosità e applicazione a quegli errori che restano una costante (84′ DOUGLAS COSTA 7: al primo pallone, la decide lui almeno quanto Mandzukic).

BENATIA 5: da una sua uscita in ritardo si innesca la serie di episodi che a cascata portano lo Sporting in vantaggio, errore poi ripetuto ben prima che fosse costretto al forfait. A turno Allegri premia lui e Barzagli, dati i risultati aumenta il mistero sulla non fiducia a Rugani (46′ BARZAGLI 6: contro gli ‘Immobile’ ormai soffre, contro i ‘Dost’ basta e avanza).

CHIELLINI 6.5: si batte e si sbatte, dietro è un leone che prova a rattoppare qua e là. Ma è uno, ne servirebbero almeno due.

ALEX SANDRO 5: certamente non fortunato in occasione della goffa autorete, ma il buco con cui spalanca la via della porta a Gelson Martins è errore gravissimo.

KHEDIRA 5.5: si inserisce e prova a tenere compatti i reparti apparendo però ancora lontano dalla versione del miglior Khedira ammirata in passato. Gioca un’ora, dura molto meno (62′ MATUIDI 6: corre, corre, corre. In una Juve ferma come quella del secondo tempo, tutto questo serviva eccome)

PJANIC 6.5: la Juve non può farne a meno, per rabbia e furore agonistico quasi oltre che per le geometrie e il ritmo che impartisce alla palla. Sentenza da palla inattiva, in netta difficoltà nella ripresa.

CUADRADO 5.5: aiuta Sturaro restando a volte fin troppo basso, prova a farsi vedere anche in area sbagliando troppo spesso la scelta della giocata. Chiude terzino, è il quinto della stagione.

DYBALA 5.5: prova a prendersi la squadra sulle spalle facendo però molta più fatica di un mese fa, quando le stesse giocate gli riuscivano senza doverci nemmeno provare.

MANDZUKIC 6.5: Allegri a lui non rinuncia mai, lui vuole giocare sempre. Solo che sembra non averne quanto vorrebbe. Quando ci si trova ad annotare un suo traversone per la testa di Pjanic rimane sempre un certo qual senso di rovescio. Assente non giustificato fino al minuto 84, momento in cui risistema il verso nel senso giusto: mettendola in gol di testa su un cross ricevuto a centro area…Ed è il quarto gol consecutivo in Champions, record personale.

HIGUAIN 6: è ancora lento, è ancora prevedibile. Però lotta, si sacrifica, gioca per gli altri, in attacco è forse il meno peggio. In ogni caso per uno come lui non può certamente bastare.

All. ALLEGRI 5.5: se Benatia e Barzagli sono quelli delle ultime partite, l’esclusione continua di Rugani quando conta è qualcosa di difficile da spiegare. Juve anche sfortunata, ma Juve sempre distante da quello che ci si attende guardando a nomi e numeri. Con la giocata di Douglas Costa al primo pallone toccato si riprende tutta la fortuna venuta meno nelle ultime partite.

SPORTING LISBONA

RUI PATRICIO 6.5: il suo stile non sarà da manuale del portiere perfetto, è però efficace.

PICCINI 6: non c’è bisogno di strafare per uscire a testa alta dallo Stadium.

COATES 6: non va mai per il sottile, sa come farsi sentire da Higuain

MATHIEU 6.5: qualche mese fa fu il capro espiatorio nel crollo del Barcellona a Torino, questa volta fa valere i suoi centimetri

COENTRAO 6: non al meglio, usa tutta la sua esperienza per limitare Cuadrado (77′ SILVA ng).

WILLIAM CARVALHO 6.5: a più riprese torna d’attualità nel mercato di casa Juve, piace più ad Allegri che a Paratici. Non sarà un fulmine ma davanti alla difesa quando serve la mazza chiodata invece del fioretto ha pochi eguali in Europa.

BATTAGLIA 6.5: seguire ora Pjanic, ora Dybala, non è semplice. Portato a spasso, all’inizio si arrangia e nel secondo tempo vince lui, nonostante la beffa finale (86′ DOUMBIA ng).

GELSON MARTINS 6: spina nel fianco di Alex Sandro, non sempre preciso o lucido ma costantemente fastidioso (76′ JOAO PALHINHA ng).

BRUNO FERNANDES 5.5: il faro dello Sporting di oggi è lui, si accende a intermittenza lasciando però troppo spazio a Douglas Costa in occasione del gol di Mandzukic.

ACUNA 6: forse più preoccupato di aiutare Coentrao che non di impensierire Sturaro, quando prende fiducia mette in mostra un repertorio tecnico ed un piede mancino di alta qualità.

DOST 5: non è la sua miglior serata.

All. JORGE JESUS 6: il vero spauracchio era lui, lo Sporting torna a casa sconfitto ma con la consapevolezza di poter dire la sua in ottica qualificazione.

TABELLINO

JUVENTUS-SPORTING 2-1
Primo tempo 1-1
MARCATORI: 12’ (aut.) Alex Sandro, 29’ p.t. Pjanic; 39’ st Mandzukic. JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Sturaro (dal 38’ st Douglas Costa), Benatia (dal 1’st Barzagli), Chiellini, Alex Sandro; Khedira (dal 17’ st Matuidi), Pjanic; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain. (Szczesny, Bentancur, Asamoah, Bernardeschi)
SPORTING (4-2-3-1): Rui Patricio; Piccini, Coates, Mathieu, Fabio Coentrao (dal 32’ st Silva); William Carvalho, Battaglia (dal 42’ st Doumbia); Gelson Martins (dal 31’ st Palhinha), Bruno Fernandes, Acuna; Dost. (Salin, Pinti, Bruno Cesar, Podence). All. Jorge Jesus
ARBITRO: Oliver (Ing)
NOTE: spettatori 36.288, incasso di 2.028.825 euro. Ammoniti Coates (S), Bruno Fernandes (S), Chiellini. Recupero 1’pt, 3’ st.

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Chelsea – Roma 3-3 highlights + pagelle

CHELSEA – ROMA 3-3



PAGELLE

ROMA

Alisson 6: sicuro su una conclusione di piattone di Morata da dentro l’area, ma non può nulla sulla fucilata da fuori di David Luiz e sui due gol di Hazard. Bravissimo in uscita, nella ripresa, a chiudere lo specchio all’attaccante ex Juventus.

Bruno Peres 6: nel primo tempo è il peggiore della Roma, confusionario in attacco e Impreciso anche in fase difensiva, con Alonso e Morata che spesso lo mettono in difficoltà. Migliora nella ripresa, quando benefica della buona prestazione della squadra. Per poco, poi, non sfiora il jolly del 4-3 al 94′.

Juan Jesus 6troppo corta la respinta dalla quale nasce il gol del vantaggio di David Luiz, si perde poi Hazard in occasione del 2-0. In generale, però, non demerita contro i rapidissimi attaccanti del Chelsea, vincendo spesso i duelli individuali e imponendosi di testa.

Fazio 7: ordinato, come sempre e, a dispetto della stazza imponente, anche molto forte nell’uno contro uno. Sfortunato sul 2-1, quando riesce a murare Morata ma la palla carambola sui piedi di Hazard. L’assist per il gol di Dzeko, poi, è un vero gioiello.

Kolarov 7,5: Sotto 2-0, si inventa un gol da fuoriclasse e riporta in partita la Roma: ancora una volta, a fare impressione è la differenza di personalità fra lui e i compagni di squadra. Non contento, sfodera anche l’assist per il 3-2 di Dzeko e domina in fase difensiva.

Strootman 6,5all’inizio non si vede, forse frenato dall’infortunio che lo ha costretto a saltare il Napoli, ma con il passare dei minuti cresce di intensità insieme a tutta la Roma, entrando nel vivo di ogni azione d’attacco.

(dall’82’ Florenzi sv): entra per sostituire Pellegrini nel tridente, con il giovane centrocampista che prende il posto di Strootman a centrocampo. Ha poche occasioni per mettersi in mostra.

Gonalons 6,5: potrebbe essere più reattivo nel contrastare il tiro di David Luiz da cui nasce l’1-0. Palla al piede, però, catalizza tutte le azioni giallorosse e verticalizza con grande velocità, mettendo in campo una personalità straordinaria, fondamentale a livello europeo e in partite come questa.

Nainggolan 6,5: un lottatore indomabile, nel secondo tempo prende per mano il centrocampo della Roma e lo guida all’attacco, vincendo un’infinità di rimpalli e contrasti. Sbaglia a tu per tu con Courtois nel primo tempo, un errore che però non si riflette sul risultato della Roma.

Gerson 6,5: mossa a sorpresa di Di Francesco, parte con timidezza ma con il passare dei minuti si scioglie. Non è un fulmine in velocità, ma palla al piede ragiona e si intende bene con i compagni. In due occasioni sfiora il gol.

(dal 71′ Pellegrini 6): entra per dare una mano in fase difensiva alla sua squadra.

Dzeko 8: due gol a Stamford Bridge, il primo dei quali di rara bellezza e pregevolissima fattura. Il centravanti bosniaco è l’uomo in più di questa Roma, sia dal punto di vista realizzativo che da quello della manovra. Intelligente nell’uscire dalla marcatura di Christensen, abile nel dialogare con i compagni e dotato di un senso del gol da fenomeno. Monumentale.

Perotti 6,5:  se sapesse anche segnare, sarebbe un top player di livello mondiale. Diego è il più ispirato della Roma, salta sempre l’uomo e sfiora il gol in tre occasioni: tuttavia, non è cinico e per tre volte prova a piazzare, senza impensierire Courtois. Guadagna la punizione da cui nasce il 3-2.

(dall’87’ El Shaarawy sv). Entra per Perotti e non ha tempo per incidere sull’incontro.

All. Di Francesco 7. La sua miglior Roma stagionale sfodera una prestazione maiuscola in casa della capolista del girone. Il 3-3 va stretto ai giallorossi, sfortunati in occasioni di due rimpalli che hanno portato ai primi gol. C’era scetticismo sulle scelte di Gerson e Gonalons, ma gli va dato atto di aver azzeccato tutto. Se continuerà a gestire gli uomini come fatto fino ad ora, la sua Roma potrà dire la sua in tutte le competizioni.

Chelsea (3-5-2): Courtois 7; Azpilicueta 5,5, Christensen 5, Cahill 5,5; Zappacosta 6 (dal 76′ Rudiger 6), Fabregas 5, David Luiz 7 (dal 56′ Pedro 5,5), Bakayoko 5, Marcos Alonso 6; Morata 5, Hazard 7 (dall’80’ Willian 6). All. Conte 5.

TABELLINO

Chelsea-Roma 3-3

CHELSEA (3-5-2): Courtouis, Azpilicueta, Christensen, Cahill, Zappacosta (32′ st Ruediger), Fabregas, David Luiz (12′ st Pedro), Bakayoko, Alonso, Morata, Hazard (35′ st Willian). A disp.: Caballero, Scott, Musonda, Batshuayi. Allenatore: Conte.

ROMA (4-3-3): Alisson, Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov, Nainggolan, Gonalons, Strootman (38′ st Florenzi), Gerson (29′ st Pellegrini), Dzeko, Perotti (43′ st El Shaarawy). A disp.: Skorupski, Moreno, De Rossi, Under. Allenatore: Di Francesco.

ARBITRO: Skomina (Slovenia)

MARCATORI: 11′ pt David Luiz (C), 37′ pt Hazard (C), 40′ pt Kolarov (R), 19′ st Dzeko (R), 25′ st Dzeko (R), 30′ st Hazard (C).

NOTE: Ammoniti: Bakayoko (C). Recupero: 1′ pt, 4′ st.


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Inter – Milan 3-2 highlights

INTER – MILAN

PAGELLE

INTER

Samir HANDANOVIC 6,5 – La grandissima parata su Bonaventura, quando il punteggio era 1-1, risulta fondamentale. Non perfetto sul 2-2, ma era vicino al miracolo anche in quella occasione.

Danilo D’AMBROSIO 7 – Ottima intesa con Candreva a destra. Contiene le rare incursioni di Rodriguez e si procura anche il rigore decisivo. Molto bene.

Milan SKRINIAR 6,5 – Ancora una prova matura. Mette pezze anche quando Miranda sbanda. Un acquisto davvero azzeccato.

MIRANDA 5,5 – Parte male, quasi annebbiato, si fa ammonire. Stranamente insicuro, non sicuramente sufficiente.

Yuto NAGATOMO 5,5 – Un po’ in difficoltà. Borini dal suo lato eccelle. Non si nota nella fase propositiva, dietro si arrangia. 25 palloni persi sono tanti.

Roberto GAGLIARDINI 6 – Molto attento nella fase di non possesso. Lotta, vince duelli aerei e copre quando si alza Vecino. Diligente.

BORJA VALERO 5,5 – Poco al centro del gioco (solo 36 palloni giocati in 85 minuti). Vaga alla ricerca della posizione, senza mai trovarla. Un faro spento. (Dal 85’ EDER SV)

Antonio CANDREVA 7 – In avvio scheggia una traversa con una grande giocata. Poi il cross splendido per il gol di Icardi. Tante buone iniziative a destra. Esce tra i meritatissimi applausi. (Dal 73’ CANCELO 5,5 – In ritardo sul 2-2 rossonero. Non entra bene nel match. Ingenuo e affannato)

Matias VECINO 7,5 – Duro e tosto in mediana. 10 possessi guadagnati, 7 contrasti. Rimedia un giallo, ma non si scompone. Corre, contrasta, raddoppia. Alcune cavalcate ricordano il miglior Nainggolan. Prestazione da gran giocatore.

Ivan PERISIC 6,5 – Bene anche lui. L’assist per Icardi è frutto di un traversone d’oro, a sinistra è sempre una minaccia.

Mauro ICARDI 9 – Gol con il primo tocco in area. Solito implacabile rapace negli ultimi 10 metri. Nella ripresa timbra ancora, con uno splendido destro al volo e poi firma il rigore decisivo per il 3-2 finale. Attaccante regale, leader in ogni area di rigore. (Dal 92′ SANTON SV)

ALL. Luciano SPALLETTI 7 – Vince ancora. Nel primo tempo Inter solida e compatta. Nella ripresa qualche passaggio a vuoto. Sta girando tutto bene, ma anche lui ha meriti nella gestione e nella mentalità che ora ha acquisito l’Inter.

MILAN

Gianluigi DONNARUMMA 6 – Sul gol può poco, anche perché non esce e subisce il destro ravvicinato di Icardi. Su secondo gol e rigore non riesce a compie miracoli. Nessuna grande parata.

Mateo MUSACCHIO 5 – Perde Icardi sul primo gol: bruciato dallo spunto dell’argentino. Sul secondo rallenta a capire il necessario raddoppio su Perisic. Poco reattivo, poco incisivo.

Leonardo BONUCCI 5 – Legge in ritardo il cross di Candreva per Icardi. Non dà sicurezza, non riesce a mantenere corte le linee di difesa e centrocampo. E anche in impostazione non brilla.

Alessio ROMAGNOLI 5 – Ammonito, falloso, spesso saltato. Dove è finito il difensore etichettato come “nuovo Nesta”? Disperso. (Dal 76’ LOCATELLI 6 – Nel finale. Porta vivacità e verticalizza. Poteva entrare prima)

Fabio BORINI 7 – Il più pericoloso tra i rossoneri nella prima frazione. Impegna Handanovic e prova sempre a proporsi. Nel secondo tempo non molla ed è protagonista in entrambi i gol. Migliore per distacco nel Milan.

Franck KESSIÉ 5,5 – Primo tempo poco convincente. Tanti errori, poca interdizione e solo un bel pallone in verticale per Borini. Esce all’intervallo. Primo derby senza acuti e con poco agonismo. (Dal 46’ CUTRONE 6 – Vivo, concentrato, con la voglia di spaccare il mondo. Non avrà esperienza, ma ha la voglia che molti si sognano)

Lucas BIGLIA 5,5 – Duello interessante con Borja Valero nella prima parte di gara, anche se perde un pallone sanguinoso in uscita, che Icardi gli ruba. Nel secondo tempo aumenta d’intensità, ma continua a non fare filtro. In realtà dovrebbe essere proprio lui a dare equilibrio.

Giacomo BONAVENTURA 6,5 – Un paio di accelerazioni nella prima frazione, qualche guizzo dei suoi. Nel secondo tempo entra nel secondo gol in modo decisivo. Positivo e in crescita.

Ricardo RODRIGUEZ 4,5 – Candreva è in serata e lui ne soffre la freschezza atletica. Nella ripresa pare salire di tono, ma commette la grave ingenuità al 90’: trattenuta netta su D’Ambrosio e rigore che Icardi trasforma. Da un giocatore con 47 presenze nella nazionale svizzera, non è ammissibile un errore del genere in un derby.

SUSO 6,5 – Poche scintille nei primi 45 minuti. Nella ripresa arretra e mette in difficoltà l’Inter. Il gol è stupendo. Tra le linee sa fare la differenza.

ANDRÉ SILVA 5,5 – Un colpo di testa sbilenco e un pallone rubato a Miranda (ma non concretizzato) nel primo tempo. Nella ripresa viene contenuto meglio e non riesce a rendersi pericoloso. Paradossale, visto che il Milan attacca di più. Nessun tiro nello specchio. L’altro numero 9 ne ha fatti 4 e ha segnato 3 gol. Confronto, per ora, impietoso.

ALL. Vincenzo MONTELLA 5 – Male nel primo tempo. Milan con poche idee e confuse. Nella ripresa inserisce subito Cutrone e il Milan cambia faccia. Buona la reazione, ma alla fine perde ancora. Errori individuali, ma anche il collettivo nella panoramica sui 90 minuti non convince. Il Diavolo non funziona ancora. E siamo a metà ottobre.

TABELLINO

INTER-MILAN 3-2
(primo tempo 1-0)
MARCATORI: Icardi (I) al 28′ p.t.; Suso (M) all’11’, Icardi (I) al 18′ e su rigore al 45′, autorete di Handanovic (I) al 35′ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Borja Valero (dal 40′ s.t. Eder); Candreva (dal 28′ s.t. Cancelo), Vecino, Perisic; Icardi (dal 48′ s.t. Santon). (Padelli, Berni, Ranocchia, Dalbert, Karamoh, Pinamonti). All. Spalletti.
MILAN (3-5-1-1): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli (dal 32′ s.t. Locatelli); Borini, Kessie (dal 1′ s.t. Cutrone), Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; André Silva. (Storari, A. Donnarumma, Paletta, Zapata, Calabria, Abate, Gomez, Mauri, Gabbia, Montolivo). All. Montella.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
NOTE: ammoniti Miranda (I), Romagnoli (M), Vecino (I), Gagliardini (I), Perisic (I), Rodriguez (M), Eder (M) per gioco scorretto; Icardi (I) per comportamento non regolamentare.

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Roma – Napoli 0-1 highlights + pagelle + tabellino

ROMA – NAPOLI 0-1

Roma

ALISSON 6 – Incolpevole sul gol di Insigne, bravo nella ripresa sullo stesso folletto ma quando l’azione è viziata da fuorigioco. Escludendo un rinvio sbagliato che mette nei guai la Roma, risponde presente.

Bruno PERES 6 – Nonostante qualche mugugno del pubblico non se la cava male. Anzi: nonostante patisca Insigne e Ghoulam, non commette errori evidenti e ha il fiato e la voglia di proporsi in avanti.

Kostas MANOLAS 5,5 – Prestazione nel complesso solida, con più di una chiusura importante. Nell’azione del vantaggio azzurro, però, si fa sorprendere anche lui. Esce per infortunio (dal 59′ Federico FAZIO 6 – Non attentissimo su Mertens, tanto da rimediare un’ammonizione. Ma quando si catapulta nell’area avversaria va a un passo dal pareggio)

Juan JESUS 6 – Nemmeno lui è particolarmente colpevole per la sconfitta. Anzi: dopo averli patiti inizialmente, in coppia con Manolas riesce spesso a limitare l’azione dei tre tenori di Sarri.

Aleksandar KOLAROV 6 – Per buona parte del match piantato in difesa, senza avere quasi mai la possibilità di sostenere la manovra offensiva. Se non altro il Napoli dalla sua parte sfonda poco. Sale maggiormente nel finale.

Radja NAINGGOLAN 5,5 – Ha l’atteggiamento del guerriero, ma questa volta nemmeno lui ha la bacchetta magica per risolvere la situazione. Parte benino, poi si spegne pian piano.

Daniele DE ROSSI 5 – La sua imprecisione, in fin dei conti, decide la partita: è lui a servire involontariamente Insigne davanti alla porta. In apnea contro il palleggio avversario, non sempre preciso nelle verticalizzazioni e pure ammonito.

Lorenzo PELLEGRINI 6 – Corre fino allo sfinimento, provando a non farsi schiacciare dalla superiorità del Napoli a centrocampo. Ha un buon pallone in area, ma non riesce a trasformarlo nell’1-1 (dal 78′ GERSON s.v.)

Alessandro FLORENZI 5,5 – Tanta corsa, tante sovrapposizioni, tanto impegno, ma alla fine dei conti poca produttività. Esce a un quarto d’ora dalla fine (dal 71′ Cengiz UNDER 6 – Movimenta il finale, creando buone situazioni per il pareggio ma senza la necessaria precisione)

Edin DZEKO 5,5 – Ha pochi rifornimenti davvero adeguati dai compagni e finisce per innervosirsi. Ha comunque il merito di non mollare, tanto che nel finale bacia la traversa di testa.

Diego PEROTTI 6 – Va a sprazzi, alternando momenti in cui non riesce a incidere ad altri in cui improvvisamente si sveglia. Meglio nella ripresa: dal suo piede parte l’azione del palo di Fazio.

All. Eusebio DI FRANCESCO 5,5 – Alla Roma va dato atto di averci provato fino in fondo, ma più con la forza del cuore che delle idee. Il primo tempo, nonostante lo svantaggio minimo, era stato molto negativo.

Napoli

Pepe REINA 7 – Il volo su Fazio vale quanto e come un gol. Sensazionale, quasi come quello dello scorso anno su Perotti. Sempre attento, anche nel finale su Under.

Elseid HYSAJ 6 – Raramente, soprattutto nel primo tempo, lascia a Perotti la possibilità di puntarlo agevolmente. Sereno, fa le cose giuste senza commettere sciocchezze.

Raul ALBIOL 7 – Non molla mai Dzeko, anticipandolo spessissimo e facendosi far più volte fallo dal bosniaco. Pochissimi punti deboli nella prestazione dello spagnolo, che con Koulibaly forma una coppia invalicabile.

Kalidou KOULIBALY 7 – Come Albiol, non perde un colpo. Fa tutto quel che può, con fisico e tecnica, per tenere i romanisti lontani dalla porta di Reina. Suda di più nella ripresa, ma che muro.

Faouzi GHOULAM 6 – Sostegno costante all’azione di Insigne e primo costruttore dell’azione che porta al vantaggio. Ha però qualche difficoltà con Bruno Peres, che in un paio di situazioni lo salta.

ALLAN 6,5 – Buona presenza in mezzo al campo. Fisicamente ma anche tecnicamente, tanto che è proprio lui a mettere Insigne (comunque in fuorigioco) davanti alla porta.

JORGINHO 6,5 – Ausilio ai compagni che necessitano di uno sfogo, quinto difensore dedito anche al lavoro sporco. Oltre al solito, elegante, palleggio. L’unica macchia è il giallo di fine primo tempo (dal 73′ Amadou DIAWARA s.v.)

Marek HAMSIK 6 – Prestazione non indimenticabile, anche se contribuisce a costruire quella ragnatela di passaggi e scambi che per gran parte del match imprigiona la Roma. Ha la palla del 2-0 ma non la sfrutta (dal 71′ Piotr ZIELINSKI s.v.)

José Maria CALLEJON 5,5 – Il meno in palla dei tre attaccanti del Napoli. Si propone e taglia spesso, ma senza trovare l’intesa giusta con i compagni (dall’82’ Marko ROG s.v.)

Dries MERTENS 6 – Ha il merito di partecipare all’azione del vantaggio, ma nonostante questo è meno efficace rispetto a tante altre occasioni. Pericolo costante, ma ha poche opportunità per arrotondare il proprio bottino di reti.

Lorenzo INSIGNE 7 – Suo il gol che regala al Napoli l’ottavo successo nelle prime 8 giornate. Freddo davanti alla porte, intelligente nella gestione dei palloni. Anche se non sfrutta nel migliore dei modi le successive opportunità per raddoppiare.

All. Maurizio SARRI 7 – Il primo tempo, nonostante un numero di palle gol non elevato, è uno spot che racconta al meglio il Napoli. E ora la sua squadra ha anche la maturità per portare a casa partite del genere.

TABELLINO

ROMA-NAPOLI 0-1 
PRIMO TEMPO 0-1 
MARCATORI: Insigne al 20′ p.t.
ROMA (4-2-3-1): Alisson; Bruno Peres, Manolas (dal 14′ s.t. Fazio), Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini (dal 33′ s.t. Gerson), De Rossi; Florenzi (dal 26′ s.t. Under), Nainggolan, Perotti; Dzeko (Lobont, Skorupski, Moreno, Gonalons, Nura, Karsdorp, Castan, Antonucci). All. Di Francesco.
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho (dal 28′ s.t. Diawara), Hamsik (dal 26′ s.t. Zielinski); Callejon (dal 37′ s.t. Rog), Mertens, Insigne (Sepe, Rafael, Mario Rui, Maggio, Giaccherini, Leandrinho, Maksimovic, Chiriches, Ounas). All. Sarri.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
NOTE: spettatori 37.914, incasso 1.462.348 euro. Ammoniti: Jorginho, De Rossi, Fazio e Ghoulam per gioco scorretto. Angoli: 5-2. Recupero: 1′ p.t., 5′ s.t..

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Juventus – Lazio 1-2 highlights + pagelle + tabellino

JUVENTUS – LAZIO 1-2

JUVENTUS

BUFFON 5.5: Immobile lo fulmina, messo in crisi dalla sua retroguardia. Se Dybala avesse pareggiato, il merito sarebbe stato anche del suo piedone su Caicedo.

LICHTSTEINER 5.5: benino nel primo tempo, poi si perde nell’avvio di ripresa come il resto della Juve (72′ STURARO 6: di certo non era lui che poteva cambiare la partita).

BARZAGLI 4: praticamente rimane negli spogliatoi al 45′, la Lazio affonda come un coltello caldo nel burro dalla sua parte.

CHIELLINI 5: un paio di interventi decisivi, ma partecipa all’horror show al fianco di Barzagli

ASAMOAH 6: una delle poche note positive della serata, partecipa al gioco con continuità e crea superiorità numerica

KHEDIRA 5.5: finché ne ha, è un fattore. Quando non ne ha più, vaga senza meta (65′ DYBALA 4.5: di rientro da quelle che Allegri ha definito due settimane di vacanze si accomoda in panchina, quando entra non riesce ad accendere una Juve senz’anima. Il palo gli nega il gol che avrebbe salvato almeno l’imbattibilità interna, dal dischetto getta al vento un altro punto dopo i due di Bergamo).

BENTANCUR 5.5: ormai ha conquistato Allegri che gli lascia le chiavi del centrocampo anche con un solo allenamento alle spalle, ordinato nel primo tempo e senza idee come tutta la Juve nella ripresa.

MATUIDI 6: sfida sui chilometri con Parolo, suona la carica predicando un po’ nel deserto.

DOUGLAS COSTA 5.5: fa gol. Lo si nota solo per quello. Anche nel 4-3-3, ancora fuori dal gioco (54′ BERNARDESCHI 6: più pimpante del brasiliano, si guadagna il rigore che alimenta i rimpianti in casa Juve)

HIGUAIN 4: pressa, ci prova e ci riprova. Ma doveva prendere per mano lui la squadra e non lo ha fatto, sprecando anche un’occasione clamorosa subito dopo il gol del pareggio di Immobile per poi fallire sempre il tempo quando potrebbe far male.

MANDZUKIC 5: forse era il caso di farlo rifiatare dopo le fatiche con la Croazia, lento e impacciato, nemmeno cattivo.

All. ALLEGRI 4: Inzaghi lo mette nel sacco per la seconda volta in due mesi. Prepara una Juve che dura 45 minuti appena, lenta e prevedibile quando c’è da sfondare, che soprattutto balla in difesa in maniera sempre più preoccupante.

LAZIO

STRAKOSHA 7.5: la traversa gli evita la figuraccia quando Higuain gli scatta la fotografia, stilisticamente non impeccabile ma sa essere decisivo. E per parare un rigore come questo servono quantomeno nervi saldi

BASTOS 6: è lui a tenere in gioco Douglas Costa in occasione del gol, neo che pesa in una prova positiva.

DE VRIJ 6.5: fa fatica a far ripartire la manovra sotto il pressing bianconero, graziato da Higuain quando gli spalanca la via verso Strakosha. Ma comanda la difesa con personalità crescendo col passare dei minuti, è lui forse quello che manca alla Juve

RADU 6: di esperienza si arrangia su Douglas Costa quando viene puntato.

MARUSIC 6: tra Asamoah e Mandzukic tiene testa con personalità e spirito di sacrificio.

PAROLO 6.5: si muove tanto, non è la generosità a fargli difetto

LUCAS LEIVA 6.5: si aspettava forse di dover seguire passo passo Dybala, sa in ogni caso cosa bisogna fare davanti alla difesa

MILINKOVIC SAVIC 7.5: impressiona per strapotenza ed eleganza.

LULIC 6: meno cattivo e brillante del solito, ma bada al sodo ed è quello che serve (84′ PATRIC 5: che follia un intervento del genere con i tre punti ormai in tasca, salvato da Strakosha)

LUIS ALBERTO 7: nella Lazio sta sbocciando un regista d’attacco di quelli veri (72′ NANI ng)

IMMOBILE 8: quando gli prendono i cinque minuti è devastante. E contro la Juve si scatena, un errore non acquistarlo per 11 milioni un anno fa, pure da ctp (76′ CAICEDO 5: ha la colpa di fallire il contropiede del ko).

All. INZAGHI 7.5: ormai ci ha preso gusto. Il trappolone gli riesce ancora una volta, la Lazio soffre se c’è da soffrire e punisce quando c’è da punire. Ha per le mani un gran bel giocattolo.

TABELLINO

JUVENTUS-LAZIO 1-2 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: 23′ pt Douglas Costa (J), 2′ e 9′ st Immobile (L).
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner (28′ st Sturaro), Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira (20′ st Dybala), Bentancur, Matuidi; Douglas Costa (9′ st Bernardeschi), Higuain, Mandzukic. (Szczesny, Pinsoglio, Benatia, Rugani, Alex Sandro, Cuadrado). All. Allegri.
LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (39′ st Patric); Luis Alberto (27′ st Nani); Immobile (31′ st Caicedo). (Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Mauricio, Murgia, Di Gennaro, Jordao). All. Inzaghi
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.
NOTE: Cielo sereno, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Buffon, Sturaro, Patric. Angoli: 4-2 per la Juventus. Al 95′ Strakosha respinge un rigore calciato da Dybala. Recupero 0′ pt; 5′ st

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Le maglie della serie A 2017-2018

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JUVENTUS

MAGLIA JUVENTUS

Adidas continua a creare linee eccellenti per i club italiani. La prima maglia a righe standard e col colletto alla “coreana” colpisce subito per il suo fascino. Cade in quella away, semplice, anche troppo, per la terza, un nuovo abbinamento di colori che trova spazio favorevole assimilato alla banda bianca e nera con i loghi ben visibili.

Voto: 4/5

JUVE

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JUVENTUS FUORIGIOCO

ROMA

MAGLIA ROMA

Continuano a sfornare sempre ottime maglie per la Roma. La Nike, offre al popolo giallorosso divise eleganti e raffinate. Nonostante un calo di qualità rispetto ai due anni precedenti, rimangono soddisfacenti e creano grinta assemblata alla tecnica. La prima maglia, classica, non ci si stanca. La seconda, bianca, e la terza, nera, ci sembrano troppo ritoccate e vanno ad appesantire la visione.

Voto: 4/5

MAGLIE ROMA

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MAGLIE ROMA
NAPOLI

MAGLIE NAPOLI

Per il Napoli, quest’anno, si riprende la classica versione attillata delle maglie Kappa. Poca fantasia o rimanere nel classico? Per la seconda e terza maglia, nessun cambiamento se non quello del colore. Un giallo troppo vivo, ma con una linea pulita e sobria.

Voto: 4/5

NAPOLI

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MAGLIETTE NAPOLI BARRA

MILAN

MAGLIE MILAN

Per il Milan, l’adidas crea 2/3 di belle maglie. La prima elegante, con strisce uguali e non troppo fini piace, quella bianca è la classica che non stanca mai. Per l’europa (terza maglia) hanno risvegliato stimoli da lasciare in letargo. Disegni senza senso solo a valorizzare lo sponsor tecnico.

Voto: 3/5

MAGLIE

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MILAN MAGLIETTE

INTER

INTER MAGLIE

Al contrario dei cugini milanisti, la maglia home appare poco lineare e mal creata, dalle linee non regolari. Quella away e third sono classiche ma sempre ben accettate. Finalmente una terza maglia senza rincorrere a colori sgargianti o grafiche da globetrotter.

Voto: 3/5

MAGLIE INTER

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MAGLIE INTER

LAZIO

MAGLIE LAZIO

La Macron, con la Lazio, ha creato tre stupende magliette. In compagnia dello storico sponsor troviamo 2 magliette storiche, la prima degli anni 80 la seconda della champions league 99/00 anno indimenticabile per la compagine romana. La terza è un colore a tinta unita che non stanca e che, senza grafiche e troppi loghi, rimane elegante e accattivante.

Voto: 5/5

LAZIO

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BARRA MAGLIETTE LAZIO

FIORENTINA

 fiorentina maglie

Le coq Spotif offre sempre linee sobri ed eleganti. Cambiano i colori ma non la forma, stesso colletto, stesse rifiniture e i gigli sulle maniche.

Voto: 4/5

fiorentina

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MAGLIETTE FIORENTINA

TORINO

 TORINO MAGLIE

Anche quest’anno Kappa offre al Torino Maglie altamente prestigiose, terza a parte dal colore molto alternativo.

Oltre al colletto ricercato, il logo del club alla base delle tre maglie, è una costante dell’ottimo lavoro dei designer.

Voto: 5/5

TORINO MAGLIETTE

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TORINO MAGLIETTE

ATALANTA

ATALANTA MAGLIE

La Joma si supera creando queste stupende magliette. La prima nerazzurra a strisce larghe dona robustezza e aggressività. La seconda bianca col colletto con i colori sociali e il logo della dea che ricorda una medaglia appesa, è più che ben riuscita, dandone una caratteristica eleganza. La terza pone, nonostante i particolari discreti, un colore dubbio.

Voto: 3/5

ATALANTA MAGLIETTE

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Magliette barra Atalanta

SAMPDORIA

SAMPDORIA

Se la maglia della Sampdoria è stata ancora eletta la più bella al mondo ci sarà un motivo. Le strisce orizzontali hanno sempre il loro fascino, i colori blu e bianco per la home e away si intonano a meraviglia. La third ha un colore originale con i colori sociali sui fianchi.

Voto: 5/5

SAMPDORIA MAGLIE

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SAMPDORIA MAGLIETTE

GENOA

GENOA MAGLIE

Maglia riuscita bene per lo Zena che anche quest’anno si affida a Lotto. Molto eleganti e senza troppi disegni, portano dalla semplicità alla grinta passando per colori classici (rossoblu) al bianco e al “grigio” scuro sempre ben accettate dalla critica e negli spalti.

Voto: 4/5

GENOA

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MAGLIETTE GENOA

CHIEVO

CHIEVO MAGLIE

La Givova e il club di Campedelli offrono ogni anno delle magliette davvero speciali. Quest’anno rigorosamente senza troppe grafiche a “perdere” e le linee verticali nella seconda e terza divisa, le rendono piacevoli.

Voto: 4/5

CHIEVO MAGLIE

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CHIEVO MAGLIETTE

VERONA

VERONA MAGLIE

Nel Verona targato Nike, l’eleganza è la parola d’ordine. Magliette semplici, con una fascia sulle spalle che non la appesantisce. Novità e creatività nella terza (marchio di fabbrica in tutte le third dei club) che riprende i colori sociali.

Voto: 3/5

VERONA MAGLIE

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MAGLIETTE VERONA

CAGLIARI

CAGLIARI MAGLIE

Realizzazione riuscita per la prima maglia del Cagliari firmata Macron. La disposizione dei colori ed il colletto la rendono unica. Per la seconda, la barra orizzontale piace sempre, la terza, semplice, non ha grosse pretese.

Voto: 3/5

CAGLIARI MAGLIE

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MAGLIETTE CAGLIARI

UDINESE

UDINESE MAGLIE

Classiche le divise che quest’anno propone la HS per l’Udinese. A righe verticali senza personalizzazioni ricercate per la home come per quella away, gialla con solo il bordo manica nero. Interessante però la third. Due righe nere a sfumare che riprendono una maglia del passato.

Voto: 3/5

UDINESE MAGLIE

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UDINESE MAGLIETTE

SASSUOLO

SASSUOLO MAGLIA

Classicità nelle maglie dl Sassuolo. La Kappa non va oltre i colori sociali per la prima maglia, e per una tinta unita per la terza. Ben riuscita la seconda, che con le maniche in tinta nero e verde, offre un’alternativa valida e piacevole alla vista.

Voto: 3/5

SASSUOLO MAGLIE

BOLOGNA

BOLOGNA MAGLIA

Non cambia di molto la maglia del Bologna. La Macron lascia le forme e la disposizione dei colori per continuare la tradizione emiliana. In attesa delle altre 2 divise la home è ben realizzata.

Voto: 4/5

BENEVENTO

BENEVENTO MAGLIE

Una new entry per la serie A, lo sponsor tecnico Frankie Garage non brilla per idee legate allo sport. Pochi particolari ricercati e sfumature che non ci piacciono fino al colletto che è uguale per tutte e tre le divise.

Voto: 2/5

SPAL

SPAL MAGLIE

La Macron sta prendendo piede in Serie A. la sua “ultima” squadra è la Spal che ha a disposizione kit di magliette ben riuscite. La prima, classica, a linee strette, piace anche per il colletto, la seconda rossa con le strisce verticali dona eleganza e aggressività. La terza, caratterizzata dal castello Estense sulla parte bassa, è una valida alternativa che non stona.

Voto: 3/5

CROTONE

CROTONE MAGLIE

Dopo le realizzazioni più che discrete della Zeus per il Crotone 16/17, ci aspettavamo maglie classiche o con pochi particolari per questa stagione. L’amarezza ha avuto il sopravvento con qualità discutibile. Forma geometriche non piacevoli abbinate a colori non in sintonia. Si salva, per modo di dire, la semplicità di quella bianca.

Voto: 1/5

BRAND

BRAND SERIE A

Nel globale, se dobbiamo dare un voto agli sponsor tecnici, la Macron ha offerto delle divise molto curate e ricercate assieme alla Kappa e alla Joma. Al contrario, Nike e Adidas potevano dare una spinta maggiore per superare la sufficienza e arrivare ad alti livelli come ci avevano abituati.

VOTI PER BRAND:

Kappa 9/10

Joma 9/10

Macron 8/10

Le Coq Sportif 7/10

Nike 7/10

Givova 7/10

Lotto 7/10

Adidas 6/10

HS 5/10

FG 3/10

Zeus 2/10

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Si ringraziano i siti Todo sobre camiseta, Footy headlines, Soccer style 24 per il materiale raccolto.


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